vai al contenuto. vai al menu principale.

Il comune di Confienza appartiene a: Regione Lombardia - Provincia di Pavia

Storia

Confienza, paese eminentemente rurale della Lomellina, incuneato tra le provincie di Novara e Vercelli ed amministrativamente dipendente dalla Provincia di Pavia, doveva essere, nelle sue origini, un semplice villaggio "pagus romano".
Anticamente veniva chiamata "Confluentia" dalla confluenza di due fiumi. A ciò fa riferimento lo stemma attuale del Comune, in cui spiccano due pesci attorcigliati con teste di drago sgorganti acqua in un fiume.
Durante la demolizione della vecchia chiesa di San Lorenzo vennero alla luce parecchie monete romane e presso l'antico cascinale Kirie affiorarono alcune tombe a tegolone, sicuri indizi della dominazione romana.
In un diploma, in data 7.5.999, si legge che l'imperatore di Germania, Ottone III, donava Confienza al Vescovo di Vercelli, Leone, togliendola ai Signori che la possedevano, avendo essi parteggiato per Arduino, marchese di Ivrea.
Con altro diploma del 2 luglio 1178 l'imperatore Federico concedeva in feudo ad Aicardo di Robbio, Confienza Palestro e Robbio. Nel 1194 il feudo di Confienza era posseduto da Guidone di Robbio; infatti il citato Aicardo di Robbio che stipulò poi con Vercelli la cessione di quei feudi con la convenzione del 26 aprile 1215. Intervenne nell'atto come procuratore di suo padre Guido.
La parrocchia esisteva già prima del 1186, in quanto papa Urbano III nella sua bolla in data 1 giugno di quell'anno confermando ad Alberto, Vescovo di Vercelli, le pievi di quella diocesi, cita tra esse anche quella di Confluentia.
Poco prima dell'anno 1198 i Consoli di Pavia avevano acquistato, se non tutta, certo una parte di Confienza e dei paesi vicini. Ciò è ricordato anche da una lapide trovata a Pavia nel 1735.
Non ne avevano però l'intero dominio in quanto, come si disse, parte del feudo era posseduto dai signori di Robbio, i quali dopo l'ivestitura del 1178 ne avevano fatta donazione a Vercelli nel 1186 e avevano poi ricevuto da Enrico Imperatore "propter insignem servitiam" quel diploma di riconferma che porta la data del 1 giugno 1195.
Per questa promiscuità di dominatori, sorsero tra Vercelli e Pavia replicate contese negli ultimi anni del 1200, in seguito alle quali il 1 luglio 1202 fu stipulato un atto di concordia tra il comune di Vercelli e Guidone ed Aicardo di Robbio. Con tale atto venivano sottomessi alla cittadinanza di Vercelli, Robbio, Palestro e Confienza, si obbligavano alla giustizia, a fare i fossati, gli spalti, a non alienare luoghi o possessi se non a Vercellesi; prestarono giuramento, salvò però ogni diritto dei Vescovi di Milano, Pavia, Vercelli, dell'abate di Breme, dei conti di Biandrate e di Lomello e di Rainerio di Monticello.
Quel primo atto di concordia fu seguito, il 24 aprile 1215, da un accordo, con il quale tale dichiarazione di sottomissione si estendeva ai nuovi possessi di Vinzaglio e Rivoltella.
Con terzo atto in data 16 marzo 1229 Guido di Robbio, in nome anche del fratello, entrambi cittadini vercellesi, sottomette a Vercelli sè, gli uomini, i possedimenti, i diritto che loro competevano sulle ville, castelli e territorio di Confienza e Vinzaglio, ecc.
Il 22 settembre 1262 i signori di Robbio e Palestro vendettero al Comune di Vercelli ogni giurisdizione, onere e distretto da essi posseduto nel castello, luogo e territorio di Confienza per lire pavesi 425 e nel giorno successivo il Comune fu immesso nell'effettivo possesso di tali regioni.
Onde eliminare le contese tra Pavia e Vercelli, Federico di Ponzana, allora podestà di Vercelli, nominò un collegio di avvocati per stabilire le fortificazioni da farsi in Robbio, Palestro e Confienza.
Tale collegio di avvocati in data 6 dicembre 1302 stabilì che il Comune di Pavia fosse tenuto "de jure observare ipsis dominis cuncta quae in ipsia convenctione continebantur".
Quella decisione non tranquillizzò, a quanto sembra, le parti contendenti, perchè seguì un nuovo compromesso il 15 aprile 1336 tra Giovanni de Brancassoli e Giangiacomo Quagliolo, giureconsulti pavesi, e Germano Freapane ed Ottone Lavezio, giureconsulti vercellesi, quali arbitri tra i due comuni per definire le delimitazioni territoriali nei luoghi di Confienza, Robbio, Palestro, Casaleggio, Rivoltella, ecc.
Il 6 maggio 1353 seguì un convegno tra Vercelli ed i Signori di Robbio e Palestro: quest'ultimi promisero sottomissione a Vercelli per sè e per i luoghi e Castelli, compreso Confienza.
Ciò nonostante le divergenze continuarono tanto che con atti del 2 luglio 1360 e 17 gennaio 1361 il comune di Vercelli cedeva al comune di Pavia ogni sua giurisdizione su Confienza, Palestro, Robbio, Rivoltella e Casaleggio.
Non si comprende quindi come si possa affermare in un annuario della Lomellina che nel 1355 Carlo IV abbia confermato a Beccaria di Milano i diritti feudali su Confienza, mentre ciò, nella peggiore della ipotesi, non può essere avvenuto se non dopo l'anno 1361.
Confienza fu tra i paesi conquistati nel 1404 dal marchese Teodoro di Monferrato e, nel 1477, da Francesco Sforza.
In altra pergamena si legge che Fioramonte de Graziani de Cottignola, con lettera del Duca di Milano Galeazzo Maria Sforza Visconte, datata da Pavia il 22 febbraio 1470, fu inviato a recarsi personalmente in Milano e, ivi giunto, in data 20 marzo del medesimo anno, prestò giuramento di fedeltà e vassallaggio per il feudo di Confienza al suddetto duca ed alla Duchessa Bona.
Consta da tale atto che il Duca Francesco Sforza Visconte aveva tolto Confienza, il suo Castello e le sue terre dalla giurisdizione di Pavia e ne aveva formato un corpo solo, libero e separato da ogni podestà.
Tale atto fu fatto nella saletta presso la sala grande e la camera dei Raggi del Castelo di Porta Giovia di Milano. Testimoni furono i signori RR. Giovanni de Campise vescovo di Piacenza e Bo di Castiglione, vescovo di Como.
Nel 1499 figura già Luigi XII, re di Francia, che concede il feudo Confienza con Vigevano al maresciallo Gian Giacomo Trivulzio, fuoruscito milanese, comandante l'esercito francese alla presa di Milano.
Così si è arrivati al periodo delle sei guerre di predominio tra Francia e Spagna.
Milizie delle due nazioni percorsero e ripercorsero più volte le nostre terre che videro battuto e fatto prigioniero a Pavia nel 1525 Francesco I re di Francia.
In quel tempo di alterne vicende quando i signori venivano insediati o sbalzati dalle sorti delle guerre un dettaglio interessa Confienza: Francesco II Sforza con decreto 2 febbraio 1532 incluse Confienza nel Distretto di Vigevano.
A quei tempi era uso che uomini di una certa personalità si adoperavano tra famiglie private per risolvere casi di discordia tra le stesse ed a conferma di ciò in una casa di Confienza su un laterizio fu rinvenuta la seguente iscrizione: 1559 Adì 20 de Aprile fu repubblica la pace
Un Gio. Batta Cappella con suo testamento del 1591 a rogito notaio Migliavacca, istituendo erede il fratello Fabrizio, disponeva la costruzione in Confienza di un vasto fabbricato da adibire a monastero per ospitarvi quaranta monache dal velo nero, nubili ed appartenenti al territorio del Comune di Confienza, e qualora tale numero non venisse raggiunto tra gli abitanti di Confienza, queste dovevano essere scelte tra le richieste che pervenissero dai vicini Comuni di Robbio, Vespolate e Palestro.
La costruzione del Monastero fu ultimata nel 1621 e ospitò le monache per circa quarant'anni, essendo stato in seguito soppresso.
Tale edificio, sorto nelle vicinanze della Chiesuola, oggi risulta di proprietà Sandri e Vandone. Il detto Fabrizio era, a quell'epoca, anche signore di Kirie che, in seguito e fino al 1742, doveva passare in proprietà ai Gesuiti.
Dal 1559 al 1700 Confienza fu sotto il dominio spagnolo, forse il peggiore fra quanti domini stranieri succedettero nella penisola.
Durante tale dominio una terribile pestilenza si abbattè sulla nostra plaga: la peste, mietendo in Confienza ben 123 vittime. Al dominio spagnolo subentrò per breve tempo quello austriaco, ma dopo il trattato di Vienna del 1735 si passò definitivamente sotto il dominio Sabaudo, durante il quale il periodo si sono svolte le guerre di indipendenza.

La Battaglia di Confienza
nella relazione del Generale Fanti

La 2a divisione, giunta al campo il 29 maggio tra Vercelli e la Sesia, passava il fiume il mattino dopo, dirigendosi per Borgo Vercelli a Casalino.
Nel suo passaggio per Borgo Vercelli, inviata una ricognizione sulla strada di Novara per coprire la marcia della Divisione, essa incontrava tosto uno Squadrone di Cavalleria che si avanzava su quel borgo, dove erano state dal nemico ordinate delle requisizioni. Attaccandolo, esso si mise tosto in fuga, lasciando otto morti sul terreno, e trasportando seco diversi feriti.
Giunta la 2a divisione a Casalino mentre tuonava il cannone nella direzione di Vinzaglio e di Palestro, si formava in due colonne, dirette secondo l'ordine avuto, a fare dimostrazioni, una su Vinzaglio, e l'altra su Confienza, dove si aveva notizia esistere altresì il nemico.
La colonna di Vinzaglio giungeva alle prime case del villaggio simultaneamente alla testa della 3a divisione che lo aveva attaccato, e ne respingeva oltre il menico; e la colonna di Confienza obbligava il nemico ad una celere ritirata su Robbio. Stabilitasi la divisione in Confienza nella stessa sera del 30 maggio, eseguiva nel mattino del giorno successivo una ricognizione di Cavalleggeri e di Bersaglieri su Robbio, la quale eseguitasi arditamente, faceva conoscere che il nemico si avanzava grosso a Confienza, e dava tempo a spiegare le forze della Divisione. Io disposi la brigata "Piemonte" all'attacco di fronte, e la brigata "Aosta" la divisi su Cascina Nuova per la destra del Roggione Busca, sia per assicurarmi per quelle parti, come per minacciare il fianco destro delle masse nemiche, che stavano attaccando Palestro.
Sì quella, che questa, marciavano all'incontro del nemico, lo attaccavano alla baionetta e lo respingevano di fronte e di fianco.
Esse presero di viva forza la Cascina Dado, che era validamente difesa con artiglieria, s'impossessarono di Cascina Nuova, ed inseguirono il nemico sulle due rive di Robbio.
La 1a divisione si teneva intanto riunita alla sinistra e dietro Confienza a norma degli ordini ricevuti.